Il soldato Schwendar – La mobilitazione e il sogno della pace


In questo periodo di guerra desidero ricordare i miei inediti di Hofmannsthal usciti in Italia per Via del Vento edizioni, rimandando ai più recenti contributi dei lettori che ne hanno parlato.

Il soldato Schwendar vive gli affanni dell’addestramento militare sognando la pace.  Quale più sentito augurio per questa tremenda deflagrazione che ci ha travolti nell’ultimo mese.

Che la rinascita della parola di Hugo von Hofmannsthal in Italia sia messaggera di una nuova pacificata visione del mondo, proprio come avviene nel riscatto interiore del soldato dipinto con accenti di raccoglimento e stupore dal grande letterato viennese.

Vienna, lo specchio magico: Jerusalem-Hofmannsthal


Mario Bernardi Guardi, L’Austria poco felix della femminista e ribelle Jerusalem, «Libero», 7 marzo 2017

Francesco Cappellani, Else Jerusalem e la prostituzione a Vienna nei primi anni del Novecento, «Dissensi e discordanze», 27 ottobre 2017

Donatella Massara, Else Jerusalem – Liberazione, «Donne e conoscenza storica», 19 gennaio 2018  

Ne hanno inoltre parlato «Mangialibri» e «Toscana Eventi & News»


Elisa Veronica Zucchi, Sogni e maschere. L’indissolubile intreccio fra vita psichica e teatro nella scrittura di Hofmannsthal, «Il Foglio», 26 febbraio 2022

Rassegna stampa del “Centro studi sul teatro napoletano”, 29 novembre 2021

Rebecca Mais, Il soldato Schwendar di Hugo von Hofmannsthal: la vita, la morte, gli enigmi dell’autore austriaco nelle prose inedite, «Oubliette Magazine», 13 gennaio 2022

Un commento all’articolo di Roberta Ascarelli su «Alias / Il Manifesto», 27 febbraio 2022

Ne hanno inoltre parlato sui loro blog e profili Daniela Domenici, Gian Ruggero Manzoni, Ivana Margarese, Mary Mazzocchi, Laura Vargiu che ha condiviso anche un’approfondita lettura del testo nel network di «QLibri»  

Hugo von Hofmannsthal in Italia


Apparizioni di ottobre. Rinascita di Hugo von Hofmannsthal in Italia.
Il nome di un grande scrittore austriaco torna ad affacciarsi nel nostro panorama culturale con alcune prose inedite pubblicate da Via del Vento edizioni nella collana Ocra gialla. La vita militare e le inquietudini di un giovane soldato, il raccoglimento che ispira un paesaggio di montagna, due serie di appunti in cui si spalancano poetiche meditazioni, a tratti surreali, di solitari promeneurs in cerca di una disperata vicinanza alla natura nell’incanto di giardini all’imbrunire. L’incompiutezza della scrittura di questi abbozzi è solo apparente. Hofmannsthal ha riversato moltissima parte delle sua creatività in brogliacci su cui non ha mai apposto la parola fine. E tuttavia, si scopre che è uno dei caratteri peculiari del suo modo di essere scrittore. Gli stessi racconti brevi offrono conclusioni precarie che quasi lasciano interdetto chi legge; eppure contengono infiniti mondi.

Hofmannsthal ha avuto col nostro paese un durevole legame affettivo e culturale. Sua nonna, Petronilla di Rho, madre di suo padre, era un’italiana. Da lei, a Pusiano, in provincia di Como, il nostro giovanissimo ha trascorso diverse delle sue estati, trovando l’ispirazione per i primi lavori di teatro.
Come non ricordare poi la turbolenta amicizia con Gabriele D’Annunzio, che lo ospitò nella sua villa di Settignano (Firenze), e le tante letture di autori italiani essenziali alla sua formazione.
Un amore filtrato anche nell’interesse di una generazione di germanisti e letterati geniali, poco più che ventenni nel secondo dopoguerra, che con passione si sono dedicati a far rivivere la voce di Hofmannsthal attraverso le mirabili imprese editoriali del diciottenne Cederna a Milano e poi di Vallecchi a Firenze.

Siamo lieti di festeggiare con un lavoro così significativo il trentennale della casa editrice fondata da Fabrizio Zollo.

Grazie a chi, quando ancora da marzo a maggio incombevano le zone arancioni e rosse, ha creduto in me, nella mia ricerca, attivandosi per concedermi le deroghe necessarie affinché questo lavoro vedesse la luce. Grazie all’Archivio del Teatro Stabile di Torino e al polo umanistico dell’Università di Pisa.
Non dimentico i vostri nomi, voi che in quei giorni avete risposto e vi siete mossi per me con sensibilità e tempestiva premura. Mi è arrivata tutta la vostra bella energia. Hofmannsthal è stato un incredibile messaggero dei momenti che abbiamo attraversato. L’umanità è viva ed è una cosa meravigliosa. Viva tutti noi!


Si veda anche:

Hugo von Hofmannsthal – Poesie