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Il luogo è il visitatore

Claudia Ciardi
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Quando arriviamo in un luogo e lo attraversiamo pensiamo di essere noi gli ospiti, i visitatori. Ciò è vero solo in parte. Lo siamo, certamente, ma anche il posto con cui entriamo in contatto ci visita a sua volta. Si fa strada dentro di noi, tanto quanto il percorso che abbiamo fatto per raggiungerlo. Recentemente, durante alcune letture pubbliche, mi è capitato di riflettere sull’idea di luogo e, fra le considerazioni dedicate alla mia poesia, a parere dei lettori, è emerso che ho un modo particolare di raccontare i luoghi. Un narrare sentimentale, compenetrato, da cui affiorano molte voci, molte presenze. Qualcosa che si denota come evocazione, dove lo spazio e il tempo si ricreano nel qui e nell’ora. Adattandosi a una simile cadenza lo spirito del luogo, il genius loci come solevano definirlo gli antichi, torna a risuonare.

C’è in tale risonanza anche un profondo potere curativo. Più ci si sente in armonia con quello che abbiamo intorno, maggiori saranno i vantaggi per il nostro benessere. Del resto, l’ho detto anche in alcuni dei miei ultimi interventi, senza qualità di vita si può parlare all’infinito di progressi della scienza; gli ipotizzati benefici si scontreranno inevitabilmente con una condizione generale peggiorativa del nostro stare al mondo.

Nell’antichità la medicina era cura ma anche rapporto con il divino e relazione con l’ambiente. Lo si comprende molto bene osservando i resti di abitati che un tempo furono colonie romane o espressione di altre civiltà mediterranee, per restare alla cultura di riferimento nella mia area. Prendiamo la scuola di medicina di Velia, istituzione strettamente legata alla scuola filosofica eleatica fondata dai filosofi Parmenide e Zenone. Dunque, vero e proprio centro multifunzionale all’avanguardia, polo sanitario e culturale.
Gli antichi infatti prendevano molto sul serio la sanità del corpo e quella della mente. A ulteriore riprova, è appena riaffiorata in una colonia romana in Turchia, a Tralleis, una piscina pubblica di circa quaranta metri di lunghezza che faceva parte di una vasta area termale pubblica collegata al Gymnasium.
La salute passa necessariamente attraverso il vivere sano nei luoghi, il rapporto genuino con lo spazio e le persone, l’equilibrio e l’apertura con cui siamo in grado di accoglierne, di ascoltarne la storia presente e passata.

* L’articolo è ancora in fase di stesura. Per onorare l’impegno della pubblicazione mensile su questo sito ne rendiamo disponibile la prima parte.

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A visionary necessity_Una necessità visionaria

The Poetry of Nature_La poesia della natura

Let love in_Lascia entrare l’amore

Di Claudia Ciardi

Laureata in lettere antiche, fondatrice e autrice del blog «Margini in/versi».
Osanno il Kaddish di Allen Ginsberg.
Cuore greco-berlinese, il vento mi convertì alla letteratura.
I miei libri:
https://margininversi.blogspot.com/p/i-miei-libri.html
Vissi d'arte:
https://margininversi.blogspot.com/p/vissi-darte.html
I am indexed on “edcat,” the database of artist publications:
https://edcat.net/person/claudia-ciardi/

----------A pocket literary biography----------
Claudia Ciardi was born in Pisa on 6 October 1981. Her education fluctuates and borders on ancient literature, German studies and the economics of cultural heritage. In life she is dedicated to editorial consultancy and is a photography assistant. The comparison between images and words, the exploration of contacts between verbal and figurative forms, up to self-taught painting have inspired several of her most recent collaborations. She mostly ignores Renaissance epilogues, remaining a Greek-Gothic. What Cristina Campo expressed, that translating is writing, is true in her. And writing is writing like “a rose is a rose is a rose”.

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