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Il chiosco del flâneur

 

 

a cura di Claudia Ciardi

© 2014

 

Proveniente dal persiano, dove alla lettera significa "canto" o "angolo", ma indica un padiglione o una casetta da giardino, dall’Egitto alle regioni islamiche sino all’Inghilterra, kusk (in italiano "chiosco") è una radice comune a molte culture, tra loro lontane. Mantenendo sempre lo stesso significato, nella lingua turca kusk si è trasformato in kjosk, kösk, köshk. Nel XVIII secolo la parola turca kjosk entrò nell'uso francese nella forma kiosque, dopo come Kiosk nel tedesco e in forma simile nelle altre lingue europee. Ampliando nel tempo la sua natura semantica a “casetta adibita alla vendita di cibo e giornali nelle grandi città”, si può dire che oggi chiosco ['ki:osko] è una delle parole culturalmente più unificanti al mondo.

In questa piccola rivendita troverete spunti per le vostre passeggiate reali o immaginarie.

Ogni flâneur che si rispetti ha il suo chiosco di fiducia.

In vetrina, una selezione di articoli pubblicati sul mio blog, Margini in/versi, nato nell'aprile 2012, che si desidera richiamare al lettore.

Margini in/versi raccoglie appunti di letteratura italiana, tedesca, russa e anglo-americana, recensioni, novità dal mondo editoriale, cui si intrecciano riflessioni di storia, politica e attualità.

Dalla presentazione: «Inauguriamo un nuovo spazio dedicato ai margini, intesi in senso fisico come periferie, luoghi di assenze più che di costruzioni, spesso descritti come privi di fisionomia e, dunque, mancanti di identità. L'inquietudine del non luogo, in crescita peraltro nell'uomo contemporaneo, migrante e apolide, intride fatalmente le poetiche individuali e collettive. Tuttavia è proprio nei margini che si sviluppa da sempre la più commovente allegoria dell'esistenza. Le nostre vogliono quindi essere riflessioni marginali, timidi fiori di quella creatività sbocciata nelle crepe e nelle brecce che si aprono sul confine, proprio perché crediamo che attraverso le opere e le personalità frutto di crisi e scissioni si colga la vera idea di Europa, oltre che l'autentica cifra della cultura del nostro tempo in grado di traghettarci altrove».

Articoli in vetrina

Marc Chagall - Anni russi 1907-1924

Lo scorso novembre il Santa Giulia di Brescia ha inaugurato un ciclo di grandi mostre dedicate a figure di rilievo dell’arte del Novecento. L’inizio non poteva essere più coinvolgente con una rassegna dedicata agli esordi di Marc Chagall, prima del suo definitivo trasferimento in Europa, a Parigi. Trentatré opere suddivise in diciassette quadri e sedici disegni, con due taccuini di schizzi facenti parte dell’archivio dell’amico poeta Blaise Cendrars, i cui contenuti sono stati oggetto di divulgazione presso il largo pubblico solo a partire dal 2012.

 

Verso quale Europa?

La crisi economica sta mettendo a dura prova la tenuta dell’Unione, e chi sottovaluta l’impatto sociale di ciò che stiamo vivendo, o nasconde altri interessi o dissennatamente si limita a spostare la polvere sotto il tappeto, per convincere se stesso e gli altri che è tutto in ordine. Ricordiamo che i “protocolli” di Bruxelles hanno seriamente contribuito alla nascita di Alba dorata in Grecia. E se ci guardiamo attorno, i segnali che vengono da Francia, Inghilterra e Ungheria non sono affatto incoraggianti. Questi tre paesi conoscono un’impennata dell'adesione alle destre nazionaliste.

La casa editrice di Wagenbach festeggia quest’anno mezzo secolo di pubblicazioni. Un bel traguardo su cui sta scritta la caparbietà del suo fondatore. Klaus parla un tedesco lento, la cadenza berlinese in lui si ammorbidisce, diviene quasi sommessa, ma senza togliere peso a ogni parola pronunciata. L’ironia, e qui invece il tratto del berlinese affiora con decisione, è il filo che tiene insieme tutto il suo intervento e avvince gli ascoltatori alla sua storia personale.

 

Milano rilancia il grande evento organizzato al Belvedere di Vienna nel 2012 con una rassegna di notevole interesse che riaccende l’attenzione sulla pittura di Gustav Klimt ma che ha soprattutto il merito di restituire una visione d’insieme dello spazio entro il quale operarono gli artisti della Secessione.

Giunta quasi al termine, la mostra milanese offre ottimi spunti per approfondire il complesso rapporto tra politica e cultura nell’impero asburgico alla svolta del XX secolo.

 

 

Un Finnegans cinese: hoax o limae labor?

Leggere della traduzione cinese di Finnegans Wake mi ha divertita molto. Ecco, mi sono detta, l’eredità di Joyce, ma in qualche misura anche il lavoro pionieristico del nostro Schenoni, che negli anni ’70 mise mano a quella da lui definita la “ricreazione” dell’opera del grande narratore irlandese, hanno contaminato pure gli orientali.

Il tarlo della corposcrittura, della «fisiologia smisurata» – si tratta di formule memorabili coniate dalla lezione critica di Giuliano Gramigna – che perfora linguaggio e architetture del Finnegans, facendoli letteralmente accartocciare su se stessi, non poteva non attecchire nell’universo degli ideogrammi.

Centenario della Grande Guerra

 

Naufragio di guerra #0

A proposito della prima guerra mondiale come conflitto diverso da tutti i precedenti, scrive Roberto Bianchi, docente di Storia contemporanea all’Università di Firenze: «La guerra esplosa tra gli Stati europei diventò un conflitto globale e totale, combattuto con forme e obiettivi fino ad allora considerati tipici delle guerre civili e coloniali. Nata con le regole della diplomazia dell’Ottocento, la prima guerra mondiale divenne rapidamente qualcosa di nuovo e di inedito, volto a mobilitare l’intero corpo sociale e ad annientare definitivamente il nemico, privato di ogni legittimazione morale».

 

 

 

Ritratto di guerra

Mia nonna ha sempre chiamato affettuosamente Gino “lo zio”. Dalla parola traspariva una fede sincera e confidenziale che si esprime nella devozione per gli antenati, pur non avendolo lei mai conosciuto. Gino, infatti, fu reclutato come mitragliere e partì per il fronte nel ’18: apparteneva al 42° fanteria (il numero del reggimento di appartenenza lo si può leggere sul cappello) ed era un ragazzo del ’99. Talvolta questi soldati mi hanno accompagnata nelle mattine in cui a piedi raggiungevo il liceo: sopravvissuti alla guerra, gli ultimi sono morti quasi centenni. Così in un manifesto capitava di leggere, tra parentesi sotto il nome, “ragazzo del ’99”.

Luciano Canfora - 1914

Il ’14 dunque, termine convenzionalmente epocale su cui si concentrarono molte aspettative e perciò anche violente rotture, è l’oggetto di questo scavo attorno all’anno, che confluisce in una prosa chiara e diretta, unita a un serrato excursus di fatti e fenomenologie, l’esistenza dei quali nelle società europee di fine Ottocento ha un peso enorme per i successivi sviluppi.

 

Sommario degli argomenti trattati alla pagina

Dispacci di storia

Le mie recensioni su

Sololibri.net

 

 

 

Letture consigliate

 

* Ladislao Mittner, L'espressionismo, introduzione di Paolo Chiarini, Editori Laterza, 2005

 

* Marc Augé, Rovine e macerie. Il senso del tempo, Bollati Boringhieri, 2012

 

* Klaus Wagenbach, La libertà dell'editore, Sellerio editore, 2013

 

* Michael Gehler, Le tre Germanie. Germania Est, Germania Ovest e Repubblica di Berlino, Odoya, 2013

 

* Günter Wallraff, Germania anni Dieci. Faccia a faccia con il mondo del lavoro, L'Orma, 2013

 

* Luciano Canfora, 1914, Sellerio editore, 2014

 

* Enrico Camanni, Il fuoco e il gelo, Laterza, 2014

 

Interviste

Vissi d'arte

Silenzi di guerra

«La gente tornava ammutolita […] non più ricca, ma più povera di esperienze partecibabili». Da allora in avanti, svuotati e per un assurdo contrappasso schiacciati dall’eccesso di informazioni e dalla frenesia in cui la nostra quotidianità è andata riorganizzandosi, poco o nulla di quel che accade intorno a noi pare essere destinato a lasciare una traccia durevole.

Da vedere

1914-1918. La grande Guerra.

Galizia-Dolomiti

Moena, Teatro Navalge

Nel centro di Moena una grande mostra tematica sulla Grande Guerra, con riferimento al fronte austro-russo, alla guerra in montagna sulle Dolomiti di Fassa e al suo impatto sulle popolazioni locali.

 

Fondazione Brescia Musei e Museo di Santa Giulia

Genova - Palazzo Ducale

 

Milano - Museo delle Culture (Mudec)

Danke Berlin - 200 Jahre Preußen am Rhein. Danke Berlin ist das Motto, mit dem der Rheinische Verein an eine 200-jährige Beziehung mit Folgen erinnert.

 

«La forza di una strada è diversa a seconda che uno la percorra a piedi o la sorvoli in aeroplano. Così anche la forza di un testo è diversa a seconda che uno lo legga o lo trascriva. Chi vola vede soltanto come la strada si snoda nel paesaggio, ai suoi occhi essa procede secondo le medesime leggi del terreno circostante. Solo chi percorre la strada ne avverte il dominio, e come da quella stessa contrada che per il pilota d'aeroplano è semplicemente una distanza di terreno essa, con ognuna delle sue svolte, faccia balzar fuori sfondi, belvedere, radure e vedute allo stesso modo che il comando dell'ufficiale fa uscire i soldati dai ranghi. Così, solo il testo ricopiato comanda all'anima di chi gli si dedica, mentre il semplice lettore non conoscerà mai le nuove vedute del suo spirito quali il testo, questa strada tracciata nella sempre più fitta boscaglia interiore, riesce ad aprire: perché il lettore obbedisce al moto del suo io nel libero spazio aereo delle fantasticherie, e invece il copista si assoggetta al suo comando. La pratica cinese del ricopiare i libri era perciò garanzia incomparabile di cultura letteraria, e la trascrizione una chiave per penetrare gli enigmi della Cina» Walter Benjamin, Strada a senso unico [Einbahnstrasse], "Cineserie".

 

«Sumite materiam»

 

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Eventi

Novità

Lou Andreas Salomé,

Lungo il cammino,

Cura e traduzione di

Claudia Ciardi.

Via del Vento edizioni

Euro 4,00

Catherine Pozzi. Inno alla notte, a cura di Claudia Ciardi, su «Poesia», Crocetti Editore, pp. 36-46, febbraio 2015

Sul numero 29 della rivista «Incroci»

un inedito di Joseph Roth,

Lo sconosciuto clown di Barcellona.

Con un saggio di Claudia Ciardi.

A cura di Claudia Ciardi,

Katharina Majer e

Via del Vento edizioni.