Imago mundi

Di nuvole, montagne, fioriture, fotografie, pensieri.

Σίβυλλα δὲ μαινομένωι στόματι καθ’ Ἡράκλειτον ἀγέλαστα καὶ ἀκαλλώπιστα καὶ ἀμύριστα φθεγγομένη χιλίων ἐτῶν ἐξικνεῖται τῆι φωνῆι διὰ τὸν θεόν.

La Sibilla con bocca delirante, secondo Eraclito, dice cose di cui non si ride, non abbellite, non profumate e con la sua voce oltrepassa mille anni per il divino che è in lei.
(Eraclito, frammento 92; PLUT. de Pyth. or. 6 p. 397 A [I 172. 1 App.])

Imprendibili messaggere
vegliano sui cieli
autunnali.
Così viene
l’anima trascorrente del mondo.

Giorni di grandi tempeste,
giorni sublimi.


C’è un momento, quando il sole sta per uscire da dietro una nuvola, in cui il vento soffia più forte. Dove, dove sono le nostre terre sentimentali? Dove infine ci apparterremo? Tutto da tempo è stato preparato e adesso il cuore trema come un presagio avvolto nel sudario.

>>>>>>>>> Elogio delle nuvole. Un’apoteosi dei paesaggi fluttuanti

Apparizioni d’inchiostri<<<<<<<<<

I cambi di luce sulle cime, l’odore pungente della pioggia, il canneto percorso dal vento che risuona come un solo corpo toccato da un improvviso risveglio. Il riflesso della sera che pettina i versanti accompagnando la discesa delle ombre. E in fondo ai dirupi, nel ventre pietrificato della montagna, cogliere misteriose apparizioni.

All’imbrunire gli specchi mandano un barlume fatato sulle pareti.
Sacralità di un’ora nella valle, quasi una premonizione.


Nel tempo di questa
nuda assenza
più profetica
s’impone la poesia.

«Ovunque ci sia la forza creativa del desiderio germoglieranno i semi propri di quel terreno. Ma non dimenticate di attendere».
C. G. Jung