Questo più umano amore

Uscito per Stampa Alternativa alla fine di marzo, questo volume raccoglie tre racconti di Lou Andreas Salomé inediti in Italia, a cura e con introduzione di Claudia Ciardi. Gli scritti qui presentati provengono dal lascito letterario della studiosa e narratrice russo tedesca e rientrano in una ricerca sviluppata negli ultimi tre anni dalla curatrice, che ha già pubblicato con Via del Vento edizioni i racconti Una notte (2015) e Lungo il cammino (2016). Tale lavoro ha contribuito a riportare all’attenzione dei lettori italiani un aspetto meno conosciuto dell’attività intellettuale della Salomé, legato appunto alla sua produzione letteraria.

Al centro di questo volume vi è il tema dell’amore, esplorato dall’autrice seguendo le aspirazioni e le tensioni psicologiche delle sue protagoniste. Sotto la scorza dei personaggi si affollano i riferimenti autobiografici, ciò che rende ancor più preziosa la divulgazione di tali materiali perché in grado di integrare le nostre conoscenze sulla vita di Lou Salomé, troppo spesso al centro di banali mitizzazioni e ritratti ispirati da un sensazionalismo piuttosto dozzinale.

La scrittrice iniziò a elaborare una serie di racconti intorno al 1892, un progetto finito quasi subito nel cassetto e dimenticato. Non sappiamo né cosa avesse scritto né quanto. O se si trattasse, ipotesi alquanto verosimile, di soli pochi abbozzi da sviluppare in un futuro. Verso la fine del 1898, mentre si trova a Berlino in un modesto appartamento di spazi assai limitati, con una cucina che fa anche da studio dove il marito riceve i suoi studenti, Lou ricomincia a scrivere a ritmi vertiginosi e riprende in mano alcuni lavori del passato. Il rapporto con Rilke, che viene a farle visita quotidianamente, la sprona a gettarsi anima e corpo in questo ritrovato vortice creativo. C’è all’orizzonte il viaggio in Russia – aprile del 1899 – che lei, Carl Andreas e Rilke, intraprenderanno di lì a poco. Dunque si tratta, pure, di recuperare risorse per affrontare al meglio le incombenze di uno spostamento così lungo. Quando i tre si muovono in occasione della Pasqua ortodossa, Lou ha finito i suoi racconti e strappato il contratto con Cotta, editore a Berlino, che s’impegna a pubblicarli in quello stesso anno.

C’è in queste pagine un bel quadro della società di fine Ottocento che animava le nascenti metropoli europee, ma sempre con un richiamo profondo alle radici russe della scrittrice, elemento perturbante e certo imprescindibile nel suo sguardo di pietroburghese divenuta precocemente mitteleuropea. È come se la cultura tedesca della Salomé abbia continuato a brillare di luce riflessa, cosa che ha senza dubbio contribuito a generare in lei conflitti e collisioni creative del tutto particolari. Basti pensare al suo avvicinamento alla psicoanalisi, al rapporto privilegiato con Freud che la considerava allieva, amica e confidente a un tempo – ma anche al rapporto confidenziale con Anna Freud, la figlia – disciplina in cui la Salomé si è fatta subito valere, imponendosi come terapeutica e affiancando l’attività a una produzione saggistica propria, di alto valore anche per il nascente dibattito sul metodo freudiano.

Questi racconti non sono affatto un’appendice o un divertissement all’interno dell’opera di una letterata curiosa e versatile, ma una tessera importante per la comprensione di una personalità complessa quanto centrale nel panorama della cultura primo novecentesca.

La scheda sul sito di Stampa Alternativa

Il filmato di lancio del libro sul mio canale YouTube “margini e miraggi”